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  • Umberto Piersanti

    umberto_piersanti_bellaAUTORITRATTO

    Da un’idea di Luigia Sorrentino
    A cura di Fabrizio Fantoni

     

    Sono nato il 26 febbraio del 1941: a Urbino c’era il nevone o così è stato tramandato. Mio padre era in Jugolavia dove infuriava la guerriglia partigiana. Mia madre mi ha sempre raccontato che per nascere non ho aspettato l’ ospedale, ma sono sceso al mondo nella lettiga dove era trasportata giu’ per via Raffaello. A me piace pensare d’ essere nato davanti alla porta del mio piu’ grande concittadino, ma le probabilita’ sono scarse. La mia famiglia, mio padre, mia madre, io e due sorelle una di sette anni e l’ altra di quattordici più grandi di me, stava a villa Gloria situata a pochi metri dalle mura: una casa con vari appartamenti, abbastanza bella, abitata da professori universitari, dirigenti, insomma da una borghesia medio-alta. Il nostro pero’, era un piccolo appartamento situato nel sottoscala: mio padre lavorava alla fornace di Volponi, sicuramente eravamo i più poveri del palazzo. L’orto attorno alla villa nel mio ricordo e’ grande e bellissimo: e quando era a casa, mio padre faceva l’ortolano.

    Continua a leggere qui…

     

     

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  • Valerio Magrelli

    MagrelliValerio Magrelli (nato a Roma il 10 gennaio del 1957), è un accademico, un saggista, un traduttore, un poeta italiano. Un intellettuale che a 23 anni ha pubblicato con Feltrinelli la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Ora serrata retinae”, con la prefazione a cura di Enzo Siciliano.

    A 27 anni cura con l’amico Gian Ruggero Manzoni, la sezione poesia della XLI Biennale di Venezia.

    Sul blog di Rai News, curato da Luigia Sorrentino ne trovate l’autoritratto.

    http://poesia.blog.rainews.it/2016/02/valerio-magrelli/

     

     

     

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  • Giancarlo Pontigia: Autoritratto

    La sezione degli autoritratti sul blog di Luigia Sorrentino, che potete trovare a questo indirizzoha dedicato recentemente un bell’autoritratto a Giacarlo Pontigia, di cui pubblichiamo un estratto e il link per una lettura completa.

    Da un’idea di Luigia Sorrentino
    A cura di Fabrizio Fantoni

    Giancarlo-PontiggiaMi recavo, nel settembre 1971, alla segreteria della Statale di Milano per iscrivermi alla facoltà di Filosofia, che, complice il mio professore (al quale mi sentivo legato da un patto di lealtà e di riconoscenza), mi pareva la scelta più giusta, quasi inevitabile, per soddisfare la mia ansia di verità e la mia passione per gli studi. In realtà, da almeno un paio d’anni, sentivo che la filosofia non mi bastava più. Leggevo Dostoevskij, Pavese, Camus, in quei giorni; e se mi volgevo ai filosofi, era a Pascal, Kierkegaard, Nietzsche che mi accostavo, o magari a certe pagine utopiche di Tommaso Moro e di Campanella, piuttosto che alle vertiginose scale teoretiche di Spinoza, da me un tempo tanto amato.
    La giornata era di un sole ancora fulgido, benché l’estate volgesse all’equinozio; e contemplando… [continua qui]

     

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  • Zeichen, allo ‘Strega’ con ‘La Sumera’

    Un riconoscimento importante per Valentino Zeichen membro della giuria tecnica del Premio poesia città di Fiumicino e vincitore nell’edizione 2015 del “Premio alla carriera”.

    L’editore Fazi candida il suo primo romanzo “La Sumera” al Premio Strega 2016.

    Sul sito dell’ANSA l’intervista all’autore .

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    Il Poeta qui ritratto nel corso dell’edizione 2015, mentre riceve il premio dall’assessore alla cultura del comune di Fiumicino Daniela Poggi e dalla vicesindaco Annamaria Anselmi, mentre Luigia Sorrentino membro della giuria tecnica ne legge la motivazione.

     

     

     

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  • Alla casa delle Letterature, Franco Buffoni

    La poesia è storia dei popoli, testimonianza della nostra vicenda umana.”

    Franco Buffoni

    avrei_fatto_la_fine_di_turingPresentazione a Roma, alla Casa delle Letterature alle 18.00 (piazza dell’Orologio, 3) dell’ultimo libro di poesie di FRANCO BUFFONI edito da Donzelli nel 2015 “Avrei fatto la fine di Turing“.

    Introduce la serata Elisa Donzelli, coordina Fabrizio Fantoni, interventi di Arturo Mazzarella e Luigia Sorrentino.

    Sarà presente l’autore.

    AUTORITRATTO di Franco Buffoni

    Poesia come vita

    “Non soltanto in Jucci (Mondadori 2014), ma in tutta la mia scrittura poetica i luoghi hanno avuto una funzione essenziale. Ricordo quell’immagine da Il profilo del Rosa (Mondadori, 2000) dove – bambino – sogno di allungare il mio corpo dal Monte Rosa al Po in una sorta di onnipotenza gulliveriana. Ho sempre fatto leva, tuttavia, anche sul potenziale simbolico- evocativo delle parole che uso. Se il “Rosa” – per chi come me è nato e cresciuto sulle colline moreniche che ne costituiscono le prime pendici – non può che essere il monte il cui profilo si staglia all’orizzonte con le sue caratteristiche cime (Gnifetti, Zumstein, Nordend, Dufour), crescendo – e nel libro è di questo che sostanzialmente parlo – il rosa diventa anche il colore dell’esclusione, della persecuzione, dell’omofobia.[…]”

    Continua a leggere al link seguente

    http://poesia.blog.rainews.it/2016/02/alla-casa-delle-letterature-franco-buffoni/

     

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  • Francesco, “Cantico delle creature”

    Luigia Sorrentino legge il “Cantico delle creature” di Francesco

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    Ci si arriva a piedi percorrendo una strada sterrata, defilata dal flusso abituale dei turisti. Come rispondendo a una voce che ci chiama, si raggiunge un luogo povero e essenziale. E’ qui che nel 1211 Francesco condusse Chiara, una ragazza appena diciottenne “cresciuta sotto la sua ombra come una sua piccola pianta” – lo dice Chiara nei suoi scritti -.

    E, proprio a San Damiano, nel 1225, piagato dalle stimmate, Francesco compone il “Cantico delle Creature”, una delle prime poesie scritte in lingua volgare, nella vulgata del popolo.

    In questo stesso luogo, il 4 ottobre 1226, i frati portarono il corpo di Francesco morente, per l’ultimo, estremo saluto, alla sua Chiara.

    Mi piace pensare che Chiara sia per Francesco come una chiara fonte, un’acqua purissima che disseta i misericordiosi. Mi piace credere che Chiara sia per Francesco, l’elemento fluido, femminile, “mosso”, della misericordia, incarnazione della compassione della donna-madre verso i propri figli.

    Qui, a San Damiano, vi è ancora il giardinetto, un fazzoletto di terra pensile, una piccola aiuola sospesa sulla valle spoletana che tutta si estende ai suoi piedi. Si racconta che Chiara vi coltivasse rose e violette e che di esse diceva: “Quando vedranno gli alberi belli, fioriti e fronduti, loderanno Dio.”

    La lode è un atto di misericordia, di compassione.

    In ebraico la parola misericordia è Rachamin, ha la stessa radice della parola Rechem, utero: la madre sarà sempre compassionevole nei confronti delle creature da lei generate.

    Perché non sperare che un giorno tutte le creature della terra possano lodare lo stesso Dio?

    Ma la parola Rachamin è collegata anche al Padre, il Misericordioso, che prova la stessa compassione nei confronti di tutte le creature venute al mondo.

    Per Francesco, come per Chiara, la Misericordia è la grazia di Dio, un balsamo che sana le ferite, un atto di benevolenza assoluta e di accoglienza. E’ la mano del padre appoggiata sulla testa del figlio. Sono le braccia della madre che sostengono il figlio.
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    Ama la verità, mostrati quale sei, senza finzioni, senza paure, senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, accettala; se la verità ti provoca tormento, sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, sii forte nel sacrificio.”

    Giuseppe Moscati

    [ continua la lettura e ascolta il file audio all’indirizzo ]

    http://poesia.blog.rainews.it/2015/12/francesco-cantico-delle-creature/

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  • Giorgio Galli & Luigia Sorrentino

    olimpia-198x300[…] Iperione è una delle sezioni più intense del poema Olimpia, di Luigia Sorrentino (Interlinea Edizioni, 2013, Recours au Pòeme Editeurs, 2015, Traduzione in francese di Angèle Paoli con testo a fronte), composta da sei Cori e da una prosa finale dal titolo Il confine. Già c’eravamo soffermati sul “noi” di Olimpia, sull’ethos panumano espresso nella sua civiltà estetica, sul suo essere coro di tragedia. Adesso questa polarità diventa esplicita. Esplicito è anche il richiamo all’opera (e non solo) di Friedrich Hölderlin. Iperione sviluppa infatti un discorso sulla creazione e sull’armonia, ma anche sulla conoscenza e su come essa si relazioni all’innocenza. Un discorso caro al poeta tedesco.

    Continua a leggere ed ascolta il file audio sul sito di Rai News 

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  • Luigia Sorrentino legge Primo Levi, “Se questo è un uomo”

    Luigia Sorrentino legge la poesia da “Se questo è un uomo” di Primo Levi

    Nota di Luigia Sorrentino

    Tra il 1945 e il 1947, Primo Levi scrive il romanzo autobiografico “Se questo è un uomo“, dopo essere tornato in Italia dal campo di lavoro di Monowitz, uno dei tre campi che formavano il complesso di Auschwitz, in Polonia.

    Fondato nel 1942, il campo divenne la sede della più grande fabbrica d’Europa per la produzione di gomma sintetica Buna-Werke – che però non entrò mai in produzione – presso la quale l’autore riuscì a trovare impiego come chimico riuscendo così a salvarsi la vita.

    Nel campo di lavoro, liberato dall’Armata Rossa il 27 gennaio 1945, transitarono circa trentacinquemila deportati, tra di essi Primo Levi ed Elie Wiesel…

    [ continua la lettura e ascolta il file audio all’indirizzo ]

    http://poesia.blog.rainews.it/2016/01/27/giornata-della-memoria-primo-levi-se-questo-e-un-uomo/#more-49113

     

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  • Mario Benedetti la visione del “dopo”.

    E sul ‘dopo’ che attende ognuno di noi..? Struggente la visione di Mario Benedetti:

    “E torna la domanda. Non saprai di essere morto,
    non sarai, quel nulla che nella vita diciamo
    non sarai, non ci sarai più, non saprai di te.
    Perfetta assenza. Non distrarti, non eludere
    la pura inconcepibile assenza, non distrarti”.

     

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