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  • Luigia Sorrentino : “Vladimir D’Amora, ‘Pornogrammia’ “

    pornogrammia

    La pornogrammia è il volto, il risvolto messianico della pornografia: un piccolo spostamento: scarto parodico: iper parodico: è il compimento, il perfezionamento di ogni dialettica di eros come stadio psichico e psico-pubblicitario: di eros e di porno: di funzione di oscenità e di valore di esposizione: è il risultato fermo della dialettica: il ritrarsi radicale del presente nel perfetto: da –grafia a –grammia… E’ un resto in stadio di effetto.
    La traccia di scrittura, ogni sua chiusura che però la tenga sì nel movimento, quindi la cosa che è stata in-scritta, è un che di ghegrammenon.
    La pornogrammia, in somma, non si oppone alla pornografia, ma le sta accanto: le fa agio: la spurtusa solo.
    La pornogrammia è cosa, forse non un oggetto… E provoca domande la cui elargizione è uno strazio, domande che insorgono e che continuano solo ad avere luogo: a scintillare levandosi.
    Per chi? E si chiede, sebbene non sia che segni di una antica colpa: non lo zero ma uguali a-zero: una species animale non sicura manco del nome, e non si disponga che di mezzi rivolti al loro fine, che poi fine manco lo è.
    Scoprirsi nominati.
    E non da altro che da occasioni di sensi e di immagini: l’assolutezza di una presenza allo strazio, all’insorgere di uno screzio, di una nudità d’impossibile: cadendo nella lingua, al segno.
    Solo la scrittura, l’incisione immaginale, le tracce di figure: solo questo apre il vissuto, a riconoscerlo? O solo cosa di spazi di significati, ma senza fondo, soffio di etimo, soffio di cuore? Non disporre di stati d’animo, di situazioni spontanee donde sgorghi ispirazione donde si possa registrare sul foglio, sullo schermo – piuttosto si appropria al vissuto solo poetandolo, anzi, solo dopo averlo poetato: versandolo alla sua origine, alla carne che pure si è, alla vita che
    vivente sé vive
    E che il lettore congiuri assieme, per una volta senza guadagno, per una volta senza risparmio?

    Vladimir D’Amora

    ESTRATTI

    Da: “pornogrammia”, Edizioni Galleria Mazzoli, 2015

    Quando gli dei
    che fuggono dall’uomo e nulla
    che resta nella terra
    come il volerti, lanciando
    nella mirmidone
    mia voce nel fallire
    è la tua faccia
    come un immenso
    e sordo travagliare
    delle api.

    ***

    Ma è tempo ormai di non far durar le cose.
    Nulla
    comincerà prima di questo passo.
    Ci dev’essere la prova
    una caduta senza i torsi
    nel disordine.

    ***

    a tutto piace esistere smettendo ed è la sua
    nuda attesa di sparire e in qualche parte
    congrua non si oblia lui
    resta come un’eternità di moda,
    ciarliero, non salvante
    verbi che s’infrangono – nella tua stessa bocca –
    oggetti si restringono
    tramando veri fili
    di sapere è l’evento
    ripassando trova il ritto e vacuo punto
    così perso – e in un luogo
    costruito – e sì per ore
    amministrate dalla folla
    e sul destino e su ciascuno
    imposto lui la luce a anima
    riprodotta, asettica
    la liquidazione – lui
    incalcolabile pareggia
    e muta forma in ogni saldo estinguersi esteriore.

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